
Nei giorni scorsi si è giustamente molto parlato di
Liu Xiabao, il premio Nobel per la Pace di quest'anno, relegato nelle carceri cinesi e impossibilitato a ritirare il premio. Emblematica, al riguardo, la sedia vuota durante la premiazione del 10 dicembre ad Oslo.
Eppure, sparsi per il mondo, sono molti gli innocenti che, come il "dissidente" cinese, sono imprigionati solo perchè difendono ideali diversi da quelli dei regimi che governano i propri paesi. La rivista
Foreign Policy ha stilato un elenco dei 15 più importanti prigionieri politici in giro per le carceri del mondo:
Abdelajalil Al-Singace (Bahrain) è accademico e blogger, nonchè capo di un non autorizzato gruppo sciita di opposizione. A causa delle sue continue denunce contro l'uso di torture nelle prigioni del Bahrain e la discriminzaione della popolazione sciita, è stato arrestato lo scorso 13 agosto, con l'accusa di aver formato "un'organizzazione illegale con l'obiettivo di rovesciare il governo".
Nikolai Avtuhovich (Bielorussia), invece, è un uomo d'affari con il difetto di essere anche favorevole ad una maggiore democratizzazione del proprio paese. Per questo era stato accusato di evasione fiscale nel 2008, ma su pressione degli Stati Uniti era stato poi rilasciato quasi immediatamente. Nel 2009 un nuovo arresto per possesso di armi. Attualmente si trova in carcere, dove continua a battersi contro il regime di Lukashenko, anche se le sue condizioni di salute sono peggiorate anche a causa dei tanti scioperi della fame messi in atto come protesta estrema.
La storia di
U Gambira (Birmania) non è molto nota solo perchè deve "condividere" la scena con Aung San Suu Kyi. Ma mentre l'ex premio Nobel per la Pace è stata recentemente rilasciata, per il monaco buddhista continua il periodo di carcerazione. Arrestato nel 2007 dopo le proteste contro il regime birmano, U Gambira è stato condannato a 63 anni di carcere al termine di un processo farsa. Nonostante le torture subite, continua a lottare per la libertà del suo popolo dalla cella in cui è rinchiuso.
Hu Jia (Cina) era il direttore del
June Fourth Heritage & Culture Association, un'organizzazione no-profit che si occupava del livello di democratizzazione della Cina. Si era occupato anche di denunciare diversi arresti di attivisti politici. Condannato a 3 anni e mezzo di reclusione, nel 2008 è stato premiato dal Parlamento europeo con il
Sakharove Prize for Freedom of Tought.
Oscar Elias Biscet (Cuba) è un fisico, fondatore e presidente della
Lawton Foundation for Human Rights, un'organizzazione che si batte per la democratizzazione reale dell'isola caraibica. Arrestato nel 2003 durante la "Primavera Nera", Biscet è uno dei 75 attivisti puniti per aver tentato di difendere i diritti umani e i valori democratici a Cuba. Potrebbe riconquistare la libertà se accettasse l'esilio: per ora ha rifiutato.
Edwin Nebolisa Nwakaeme (Gambia) è il direttore dell'organizzazione non governativa
Africa in Democracy and Good Governance. Si tratta di un'organizzazione che si occupa principalmente della difesa dei diritti umani. Un'attività evidentemente sospetta in Gambia, visto che è stata sospesa a tempo indeterminato e lo stesso Nwakaeme è stato condannato a sei mesi di lavori forzati "per aver fornito false informazioni ai pubblici ufficiali".
Nasrin Sotoudeh (Iran) è un'avvocatessa rinchiusa nel carcere di Evin dallo scorso 4 settembre. L'accusa è di aver distribuito volantini contro lo stato e di avere, pertanto, istigato a commettere crimini contro la sicurezza nazionale. Sotoudeh è famosa per aver difeso varie volte la premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi e molti altri attivisti per i diritti umani in Iran. Dopo un periodo di isolamento a cui sono seguiti due scioperi della fame, pare che adesso le sue condizioni siano migliorate.
Yevgeny Zhovtis (Kazakistan) era direttore dell'
International Bureau for Human Rights and Rule of Law, la maggior organizzazione per la tutela dei diritti umani in territorio kazako. Se le accuse degli altri personaggi fin qui citati sono paradossali, quella imputata a Zhovtis è addirittura ridicola: è stato condannato a quattro anni di prigione per essere stato coinvolto in un incidente stradale in cui ha perso la vita un ragazzo. Nonostante i testimoni abbiano confermato che a provocare il sinistro non sia stato Zhovtis, i giudici non hanno voluto sentire ragioni e al termine di un processo farsa hanno emesso la sentenza di condanna.
Azimzhan Askarov (Kyrgyzistan) è un altro difensore dei diritti dell'uomo imprigionato a causa della sua voglia di democrazia e libertà. E' stato arrestano lo scorso giugno con l'accusa di "aver fomentato e organizzato disordini di massa che hanno portato all'uccisione di un ufficiale di polizia". Imprigionato e torturato, è stato poi condannato alla prigione a vita.
La storia degli arresti di
Mikhail Khodorkovsky e Platon Lebedev (Russia) è sintomatica di quanta voglia abbia Putin di promuovere la democrazia nel proprio paese. Nel 2003 prima Lebedev e poi Khodorkovsky (entrambi ai vertici della compagnia petrolifera Yukos) furono arrestati con l'accusa di evasione fiscale e frode. In realtà, soprattutto il secondo, stava spingendo sempre più affinchè anche in Russia fossero promosse riforme politiche economiche. Come premio a tanta "sfacciataggine", per i due uomini si sono aperte le porte delle prigioni siberiane, dove potrebbero passare almeno i prossimi 10 anni.
Charles Ntakirutinka (Ruanda) era addirittura un ministro del governo ruandese, ma anche (e purtroppo per lui) una figura di spicco di un nuovo movimento politico, il
Democratic Party for Renewal, che avrebbe potuto mettere in discussione l'attuale sistema e soprattutto il governo. Con l'arresto di Ntakirutinka (condannato a 10 anni di carcere al termine di un processo in cui la maggior parte delle confessioni sono state estorte con la violenza) è stato bloccato preventivamente ogni tentativo di rinnovamento del paese.
Haitham Al-Maleh (Siria) è un avvocato e un attivista per i diritti umani. Si trova in prigione dal 2009 con l'accusa di aver "minato il sentimento nazionale e di aver fornito false informazioni volte a far crollare il morale della nazione". In realtà il suo arresto è avvenuto giusto due giorni dopo una intervista televisiva in cui Al-Maleh criticava il governo per il pugno di ferro avuto contro chi si batteva per l'introduzione di maggior democrazia nel paese mediorientale.
Yusuf Juma (Uzbekistan) è un poeta, che sin da quando il suo paese ha ottenuto l'indipendenza dall'ex Unione Sovietica non ha mai smesso di chiedere maggiore democrazia. La risposta del regime di Karimov è stato l'arresto avvenuto nel 2007. Fonti vicine allo stesso Juma hanno dichiarato che da quando è in carcere è stato sottoposto a numerose torture e più volte picchiato dal personale del carcere ma anche da altri detenuti.
Thich Quang Do (Vietnam) è il patriarca supremo della Chiesa Buddhista Unita del Vietnam e nonostante abbbia dedicato tutta la sua vita alla giustizia, alla nonviolenza e alla tolleranza, ha dovuto subire anche lui l'onta dell'arresto. Anzi degli arresti, perchè è dal 1963 che i vari regimi alla guida del Vietnam si sono accaniti contro questo piccolo ma tenace monaco. Dal 2003 è costretto agli arresti domiciliari e in pochissimi possono avvicinarsi alla sua residenza.
La lista è chiusa non da un altro politico o giornalista o avvocato o poeta, bensì da un intero popolo, quello della Korea del Nord. Si tratta indubbiamente della società più "misteriosa" al mondo, nel senso che sono pochissime le informazioni a disposizioni su ciò che accade nel regno di Kim Jong-il. Di sicuro, purtroppo, c'è che migliaia di persone sono imprigionate e torturate nei campi di concentramento ideati dal regime di Pyongyang, i
Kwan li so. Nessun attivista per i diritti umani può far niente semplicemente perchè in Korea del Nord non esistono attivisti per i diritti umani, anzi, in Korea del Nord non esistono i diritti umani.