domenica 19 dicembre 2010

Quando non stanno zitti preventivamente

Uno ci prova pure a non essere sarcastico, a non fare della facile ironia, a cercare di essere equilibrato e non sparare merda solo verso quelli di uno schieramento. Però con campioni del calibro di Gasparri è obiettivamente difficile non essere di parte e dire che ne ha sparata un'altra delle tante, l'ennesima, probabilmente e purtroppo non l'ultima: arresti preventivi per evitare disordini alle manifestazioni studentesche.

Memore di quando era giovane, l'ex ministro vorrebbe che si facesse come nel 1979 (lui ha detto nel 78 ma va bene uguale...), quando "il 7 aprile furono arrestati preventivamente tanti capi dell'estrema sinistra collusi con il terrosismo".

Se qualcuno preventivamente avesse fatto notare al simpaticissimo Gasparri che non siamo più nel 1979 e che da allora sono passati 31 anni e l'Italia è un Paese leggermente diverso, magari lui si sarebbe evitato l'ennesima uscita fuori luogo e non si sarebbero innescate pericolose polemiche in vista della discussione finale del ddl Gelmini di mercoledi. Perchè pericolose? Perchè c'è da scommettere che a Roma ci saranno ancora ragazzi a sfilare e magari intenzionati a creare disordini.

Ma alla faccia di ogni ragionevolezza, anche stavolta si è preferita la dichiarazione propagandistica forte al dialogo. Ancora una volta si è preferito fare la voce grossa, intimorire, incutere terrore anzichè provare a ragionare, cercare di capire che problemi ci sono e come risolverli. E' giusto che a queste cose si pensi preventivamente, ma meglio degli arresti sarebbe il dialogo. Ma forse questa parola non è compresa nel vocabolario di un ex fascista che forse tanto ex poi non è...