Oggi abbiamo assistito all'ennesimo teatrino della politica. Il governo, tra i sospetti dell'opposizione e il boato della maggioranza (se così la si può ancora chiamare nonostante tutto), ha ottentuto la fiducia sia alla Camera che al Senato e così può continuare il suo percorso.Fino a quando? Difficile dirlo, visto che la fiducia è stata strappata davvero per un pelo grazie ad un'accozzaglia di personaggi di varia estrazione politica e, perchè no, morale.Innanzitutto il trio delle meraviglie Calearo (ex Pd, ex rutelliano, ex tutto), Scilipoti e Rizza (ex Idv ora Pdl e domani chissà) e Cesario (che pure lui sarà sicuramente l'ex di qualcosa e di qualcuno, ma non voglio nemmeno saperlo), ma anche la Polidori e la Siliquini, che hanno cambiato idea all'ultimo momento abbandonando Fini per tornare all'ovile del Pdl. E che dire di Moffa che promette di votare la sfiducia, chiede le dimissioni di Bocchino e poi non vota proprio? Insomma, alla fine della giostra nessuno ha fatto una bella figura. Durante i minicomizi che hanno preceduto la votazione, tutti quelli che hanno parlato hanno detto di essere seduti su quelle comodissime poltrone per fare i nostri interessi. Eppure, alla luce di quanto successo, alla luce delle accuse di compravendita e di tradimento, delle calunnie gratuite lanciate da una parte all'altra e viceversa, io mi chiedo se davvero il migliaio di persone che "abita" (non si sa quanto meritatamente) Montecitorio e Palazzo Madama sia lì per tutelare i miei interessi, i vostri interessi, gli interessi dell'Italia.
Patetico Cicchitto che dopo 20 anni ancora ci parla della mitica discesa in campo del suo padrone. Snervanti i continui richiami dei leghisti a questo fantomatico federalismo fiscale che però non si realizza mai. Quasi commovente Bocchino, che deve spiegare a Berlusconi che il centrodestra non è Mediaset. O le accuse di Di Pietro, che fanno sorridere, sarebbero anche condivisibili, ma non producono mai niente. E che dire del Pd di Bersani? Bello il discorso, ma se fra tre mesi si vota, qual è la proposta? Sia chiaro, la mancanza di proposte non è solo un problema del centrosinistra. Al momento nessuno schieramento politico è in grado di fare nessun tipo di programma per rilanciare l'Italia. Chi promette mari e monti dice bugie. Di sicuro a uscire "vincenti" da questa storia, però sono i partiti: le elezioni porteranno altri soldi e nuovi eletti. I trombati nella peggiore delle ipotesi si dovranno accontentare della pensione da parlamentare, mentre se tutto va bene e i sospetti delle opposizioni si dimostreranno veri, si ritroveranno con nuovi incarichi e nuove prospettive. Alla faccia di ogni morale.
Intanto io pago...e Roma brucia...